Le band di culto sono un fenomeno curioso, che contraddice la regola generale che individua nell'accesso al mainstream, o quantomeno nella militanza continuativa nell'immaginario degli appassionati, elementi essenziali per essere ricordati nell’enorme mole di musica prodotta e pubblicata negli ultimi trent’anni. Per ottenere il bollino di band di culto può essere necessario il riconoscimento di altri artisti, questi spesso di grande successo di pubblico o critica (o entrambi). Capita così che i Melvins siano diventati di culto perché amati da Kurt Cobain. Altre volte, il culto si sviluppa perché la formazione in oggetto persevera ostinatamente nel presidiare una nicchia estetica, incurante di quello che accade attorno e spesso in aperto contrasto con le tendenze del mercato: il rumorismo estremo di Merzbow, l’ultra-rock’n’roll mutante dei Boris e il punk senza limiti di GG Allin sono tre esempi assai eterogenei di come si possa diventare idoli di un gruppo di ascoltatori fedeli, pronti a diffondere musica altrimenti destinata a perdersi nel mare magnum delle discografie digitali (o analogiche, per chi ancora ne avesse una).
Ancora più rara è la fattispecie di una cult band che ha all'attivo pochi album e uno stile che è particolarmente riconoscibile perché eterogeneo, imprevedibile, difficile da raccontare. Una band che, come quella che andremo a raccontare, non ha avuto chissà quale seguito tra i contemporanei e che, quando avrebbe potuto tentare di agguantare un pubblico più vasto, ha troncato bruscamente la carriera, nel caso specifico per un tragico lutto.
Con soli due album all'attivo, nessun riconoscimento commerciale rilevante e la totale indifferenza del pubblico più trasversale, neanche per interposto artista di successo, gli Acid Bath hanno guadagnato un loro posto nel cuore di chi concepisce il metal come un punto di partenza per costruire musica a volte feroce e altre lugubre, a volte frenetica e altre lirica. Coniatori di una miscela instabile di stoner, doom, sludge, death e gothic metal, peraltro iniettata di blues, folk, psichedelia e grunge, sono sopravvissuti alla prova del tempo e ancora oggi i loro brani incontrano le esigenze di chi cerca un suono diverso, tra violenza, dark humour ed eclettismo.
La risata del clown: gli inizi e l’album d’esordio
Nati nel 1991 in Louisiana, più precisamente a sud di New Orleans, gli Acid Bath sintetizzano due altre band: i Dark Karnival, formati da Audie Pitre, Sammy "Pierre" Duet e Tommy Viator; i Golgotha, formati da Dax Riggs, Mike Sanchez, Jimmy Kyle e Jerry "Boon" Businell, con il ruolo del bassista affidato a vari musicisti diversi. Sarà Pitre a diventare il bassista degli Acid Bath, che faranno a meno anche di Tommy Viator alla batteria, rimpiazzato da Jimmy Kyle e reintegrato con un ruolo minore alle tastiere a fine della (breve) carriera della band. Per un breve lasso di tempo, Joseph J. Fontenot è subentrato al basso.
Dopo aver pubblicato il demo Hymns Of The Needle Freak (1993) i nostri sono pronti per esordire con When The Kite String Pops (1994), presentato da una copertina che riproduce un inquietante clown disegnato dal serial killer John Wayne Gacy, tristemente noto come Killer Clown e autore di almeno 33 omicidi di minorenni. È solo la prima manifestazione del gusto del macabro della band, il primo assaggio di un’ironia caustica e violenta che caratterizza la loro produzione.
In quasi settanta minuti e 14 brani, gli Acid Bath disorientano l’ascoltatore alternando assalti devastanti e aperture melodiche, accelerazioni portentose e rallentamenti funebri, efferatezze gore e visioni psichedeliche. Il cantante Dax Riggs (con le backing vocals degli altri) si sposta da lamenti blues a ruggiti death-metal con fare schizofrenico sin dall'iniziale "The Blue”, con le chitarre compresse e distorte di Mike Sanchez e Sammy "Pierre" Duet che contribuiscono a guidare i continui cambi di velocità, intensità e atmosfera, insieme alla batteria senza riposo di Jimmy Kyle e al basso di Audie Pitre.
Il flusso sonoro della successiva "Tranquilized" parte da uno stoner-metal pieno di blues e suonato a volumi assordanti e chiude in un epico assolo al rallentatore, unito a una melodia vocale malinconica. Lo sludge-metal velenoso della breve "Cheap Vodka", con voce filtrata ai limiti dell'industrial-metal, si scioglie prima del finale in una pozza di hard-blues psichedelico.
I blew my last five on a cheap fifth of vodka
Gonna kill somethin'
There ain't nothing gonna stop us tonight
Ma la band piega anche verso il gotico in "Finger Paintings Of The Insane” e verso un death-metal più diretto e brutale con "Jezebel”. In "Scream Of The Butterfly" attinge al cantautorato crepuscolare, segnato da un testo decadente e da una tensione strisciante, dovuta soprattutto al contrasto tra le chitarre acustiche e la batteria metal, con tanto di doppia cassa.
There's blood on the moon as we plan our escape
The goddess in bloom
Handcuffed and raped
There's blood in the bathtub baby
Murdered the king
There's blood on the moon
There's blood on just about everything
Il doom-death-metal angosciante di "Dr. Seuss Is Dead”, spezzato da una fiammata grindcore che è puro terrorismo sonoro e caratterizzata da un finale in crescendo, anticipa la rabbiosa e instabile "Dope Fiend", un lamento da moribondo ma anche un grunge suonato da una band death-metal.
Si aggiungono agli elementi già incontrati le percussioni tribali del finale di "Toubabo Koomi", i sample disturbanti e persino una strofa rap in "God Machine”, lo scream degno di Tom Araya in "The Morticians Flame", peraltro alternato da growl mostruosi mentre in primo piano la voce è assai più melodica.
"Cassie Eats Cockroaches" chiude con un testo di una violenza e brutalità degne dei Cannibal Corpse, l’equivalente sonoro di uno di snuff movie (compresa la deriva necrofila).
L’album vende qualche decina di migliaia di copie, pur senza il supporto di una vera promozione: la produzione è affidata a Spike Cassidy dei D.R.I. e l’album rientra nel catalogo della piccola Rotten.
Alle emittenti arriva anche una versione più potabile di alcuni brani dell’esordio, sotto forma del breve Radio Edits 1 (1994): è un tentativo bislacco, vista la proposta senza compromessi e difficile da inquadrare degli Acid Bath.
Terrorismo e paganesimo: il secondo album e la morte di Audie Pitre
Il secondo e ultimo album arriverà nel 1996 e porta agli ascoltatori una riduzione della componente death-metal per prediligere gli aspetti più gotici, decadenti, psichedelici e melodici. La miscela rimane comunque altamente instabile, lungo gli undici brani in scaletta (a cui si aggiunge una hidden track recitata). Se l’esordio, pur nella sua grande creatività, eccedeva un po' nel minutaggio, qui la musica totalizza solo apparentemente 73 minuti per la presenza della traccia nascosta finale: il minutaggio effettivo, tolto il silenzio, scende sotto l’ora totale.
Paegan Terrorism Tactics (1996) non arretra, sin dal titolo, dalla provocazione. Se lo stoner-sludge di "Paegan Love Song" è la loro versione definitiva del brano assordante, blues e psichedelico allo stesso tempo, anche grazie al lavoro sulle voci e sul testo visionario e inquietante, la vera novità è che la band ora riesce anche a scrivere un brano di blues-grunge acido come "Bleed Me An Ocean”, ovviamente minato da conati death-metal e voci da incubo, e l'ancora più lirica ed emotiva "Graveflower”, una ballata funebre con un assolo galattico di doom-metal struggente, rintocchi gotici, un riff spettrale che suona come un carillon dall’oltretomba.
The ghost of a pale girl is solemnly following me
Pale will she follow me into the sea
I feel the flowers screaming
To consume you
Like murder
Il blues demoniaco di "Diäb Soulé”, con un andamento swingato che contrasta con le urla feroci e suggerisce una danza macabra, e il rituale oscuro che ospita la seconda parte di "Locust Spawning”, chiuso dall'agghiacciante grido ripetuto ossessivamente ”Devour!”, portano al sermone allucinato di “Old Skin”, un breve recitato per voce filtrata che prepara al vertice malinconico ed emotivo dell’album: "New Death Sensation" è una trenodia folk-blues lentamente trasformata in una ballata gotica e psichedelica in tempo ternario, resa particolarmente inquietante dalle voci filtrate e ultramondane, i rintocchi lugubri, il testo simile al delirio poetico di un suicida allo stadio terminale della depressione.
I wonder have you ever seen the sky
And felt this weight upon open eyes
New death sensation
Flesh flowers dream to bloom
Illumination
New death sensation
We dance the stone death naked by the shore
I hear her highway song forevermore
Illumination
New death sensation
Empty is this tomb
La più robusta "Venus Blue” non cambia di molto il mood sofferente, traducendolo però in un grunge torbido con un bridge torcibudella a un passo dall’industrial-death-metal.
A compensare le ballate rimane comunque le mattanza sludge-death-metal di "13 Fingers" e "New Corpse”, peraltro particolarmente notevoli al punto di vista batteristico. Il folk-blues è stranamente omogeneo in "Dead Girl", struggente ma fin troppo prolissa nei suoi oltre sette minuti. A concludere l’album, e purtroppo la discografia, una poema decadente e disturbante, “The Beautiful Downgrade”:
Fingered slowly like the first time you came
The agents of oblivion descend upon the sane
Caked with mud and mother's blood
Playing death games in the rain
And we wonder how it feels to be free
I thought I heard them whisper mutiny
Living room rape scenes
We cut their throats while they slept
Dreaming and digesting shards of turtle shell
The television’s blaring
And the ghost of Hitler speaks
Crowned with barbеd-wire
I smear my warm semеn on the walls of my oppression
I accuse God for the murder of eternity
My everything that is nothing
Christian propaganda and dog sperm
Degeneration...
The beautiful downgrade
Do you remember the first sunrise?
Sharpened bone clenched tight in your fist
Screaming into the blue
An urge to kill the sky
I can smell the forest like pussy in heat
Barefoot I run through the chaos
The assassins of freedom tend the burning of truth
As we walk these prison walls
It's maddening, always touching something
Il 23 gennaio 1997 Audie Pitre muore in un incidente stradale, insieme a entrambi i genitori, mentre sopravvive il fratello Kelly. Nonostante le voci di corridoio, gli Acid Bath non pubblicheranno mai il loro terzo album. Dax Riggs e Mike Sanchez formeranno gli Agents Of Oblivion, durati il tempo di un album. Riggs è attivo anche con i Deadboy & The Elephantmen oltre che come solista.
Gli altri membri hanno avuto esperienze minori in altre formazioni. Demos: 1993–1996 (2005) completa la discografia raccogliendo brani altrimenti assai rari.
Al momento in cui è stato concluso questo scritto, gli Acid Bath si avvicinano ai 300mila ascoltatori mensili su Spotify: un gruppo di adepti al culto pagano che hanno iniziato con soli due album, oltre trent'anni fa.