Il rock serrato e lirico della band dei fratelli Severini non ha mai dimenticato quella stagione musicale a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta dove i ritmi erano taglienti, netti e mai compromissori.
Nati nelle Marche, i Gang si sono affermati come una delle voci più autentiche e radicali del rock italiano, capaci di fondere l’energia del punk e del rock anglosassone con la memoria storica, le radici popolari e l’impegno politico. Guidati dai fratelli Marino e Sandro Severini, hanno costruito un percorso coerente e appassionato, spingendosi oltre le mode e restando fedeli a un’idea di musica come resistenza culturale.
I Gang nascono come Paper's Gang sul finire dei 70's. Fortemente ispirati ai Clash, sono inizialmente parte della scena punk marchigiana, alla quale sono riconducibili gruppi come Rivolta dell'odio, Cracked Hirn ed Azione non violenta di Ancona, i Cani di Pesaro, i Reig di Macerata e i Dictatrista di Ascoli Piceno. I loro suoni virarono poi sempre più verso il folk, mantenendo testi fortemente politicizzati e una particolare attenzione per il combat rock.
Il 1984 segna l'esordio discografico della band con l'album autoprodotto Tribes'Union, distribuito nel circuito underground, che fin dal titolo rivendica un'identità collettiva e combattente. Fortemente influenzato dai Clash, il disco si muove su coordinate punk e post-punk, ma già lascia intravedere la volontà di radicare il rock nella storia e nella geografia italiane. Tribes'Union è un grido di appartenenza, di lotta e di speranza, che trova spazio nel circuito underground e viene ben accolto dalla stampa specializzata.
Con Barricada Rumble Beat (1987), la band marchigiana affina la propria poetica sonora e politica, continuando nel solco dell’autoproduzione. Ma è con Reds (1988), grazie all’approdo alla CGD, che i Gang iniziano un dialogo più ampio con il pubblico, consolidando la loro reputazione di band militante e instancabile.
Gli anni Novanta si aprono con una trilogia fondamentale: Le radici e le ali (1991), Storie d’Italia (1993) e Una volta per sempre (1995). Con questi tre dischi, i Gang si collocano definitivamente nel panorama della canzone politica italiana, rinnovandone il linguaggio e gli strumenti.
Le radici e le ali è un’opera che scava nel passato per lanciarsi nel futuro. Canzoni come "Aprile" o "Questa casa non la mollerò" intrecciano memorie di resistenza e tensioni attuali, con arrangiamenti che mescolano folk, rock e suggestioni etniche. Storie d’Italia è un concept album sulla memoria collettiva, che racconta figure dimenticate, lotte popolari e pagine oscure della nostra storia, con brani come "La pianura dei sette fratelli" e "Kowalsky" che diventano veri inni civili. Una volta per sempre, infine, è un disco che riflette sulle identità e sulle scelte di campo, chiudendo un cerchio e al tempo stesso aprendo nuovi orizzonti.
Con il passaggio alla Wea nel 1997 e la pubblicazione di Fuori dal controllo, i Gang iniziano una nuova fase artistica. Il suono si fa più abrasivo, i testi più visionari.
Ma è con Controverso (2000) che la band raggiunge uno dei suoi vertici creativi. Brani come "Reflesciasa", scritta con Erri De Luca, e "Qui", dove le chitarre di Sandro "Johnny Guitar" Severini incendiano il paesaggio sonoro, segnano un ritorno al rock più puro e selvaggio. Il disco si muove tra suggestioni letterarie e cinematografiche, evocando Pier Paolo Pasolini, Andrea Pazienza, Dario Fo, ma anche Quentin Tarantino e Paulo Coelho. Controverso è un viaggio nei margini, nei deserti della coscienza e nei confini del linguaggio. I testi delle canzoni rivelano un aria da "fall out", dove le parole di Marino cadono come mannaie sulle contraddizioni moderne: "Dopo le nostre divagazioni nel folklore della nostra terra, le Marche, volevamo tornare a fare un grande disco rock , mettendoci più chitarre distorte possibili - racconta Marino Severini - in questo senso credo che un'ottima lezione ci è arrivata dall'ultimo disco dei Pearl Jam. Per quanto riguarda le parole il percorso è stato più difficile: ci sentiamo rappresentanti di quella sinistra rimasta fuori, sconfitta, incapace di comprendere una modernità fatta di guerre ed ingiustizie sociali". E una certa tensione è palpabile nell'album: "Sì, il disco è la risultante di tutto questo: si respira un atmosfera tesa, che personalmente mi riporta ad un anno fa, al conflitto in Europa, alle posizioni del nostro governo. Qualche cosa di più di una semplice strategia che ci ha segnato, ha scavato un solco tra un "prima" e un "dopo" e forse ci ha allontanato ancora di più da quello che noi credevano essere la politica".
Il disco, la cui nascita è stata accompagnata da lunghe polemiche tra la band e la casa discografica sulla strategia di promozione, è anche una dichiarazione d'amore verso personaggi, sensazioni, profumi che oggi non abitano in nessun luogo. Andrea Pazienza, i Clash e la Bologna del '77, citati in "Paz", chi se li ricorda più, ma per i Gang la dimensione della memoria non è dannosa se affiancata a una capacità espressiva al passo con i tempi affidata alle chitarre di Sandro Severini, serrate e tuonanti, malinconiche a volte, che trapassano le canzoni e fanno da contraltare alla voce di Marino.
Nel 2001 nasce il progetto Gang City Ramblers, in collaborazione con i Modena City Ramblers. È un incontro tra due anime del combat folk italiano, che celebrano il valore della condivisione e dell’azione collettiva.
Nel 2004 la collaborazione con La Macina dà vita ai dischi Nel tempo e Oltre cantando, in cui i Gang rileggono la tradizione popolare marchigiana in chiave rock. Canzoni come "Stavo in bottega che lavoravo" e "Cecilia" si trasformano in inni epici, dimostrando come la musica popolare possa essere ancora sovversiva.
Il 2006 segna un momento commovente con Il seme e la speranza, album dedicato al lavoro della terra e alla memoria contadina. Canzoni come "Lacrime del sole" raccontano un’umanità profonda, radicata, resistente.
I Gang tornano alla loro vocazione storica e civile con Canzoni di resistenza: 4 maggio 1944 – In memoria, album dedicato a una rappresaglia nazifascista avvenuta a Sant’Angelo di Arcevia (Ancona), in cui furono uccise 63 persone, tra cui la famiglia Mazzarini che aveva dato rifugio ai partigiani. Il brano "La pianura dei sette fratelli", reinterpretato dal Coro delle Mondine di Novi, dimostra come le canzoni dei Gang siano ormai parte della tradizione popolare. In quest'opera troviamo anche "This Land Is My Land" di Woody Guthrie, con numerosi ospiti, e "Lacrime del sole", un nuovo inno contadino. È un lavoro che celebra l’"umanesimo contadino", come lo definisce Marino Severini. Il disco viene registrato in casa per permettere a Paolo Mozzicafreddo, batterista dal 1997 già gravemente malato, di partecipare alle registrazioni. Mozzicafreddo muore il 19 giugno 2006, a 31 anni. Sarà poi sostituito da Piero Montecchiari fino al 2008, e successivamente dal giovane Francesco Bigoni.
Nel 2011 esce La rossa primavera, raccolta di canti della Resistenza che include classici come "Fischia il vento", "La brigata Garibaldi", "Festa d'aprile", "Quei briganti neri" e "Pietà l’è morta", insieme a brani della miglior canzone d’autore italiana ispirata alla lotta antifascista.
Nello stesso anno viene pubblicato "Gang e i suoi fratelli", un disco-tributo in cui amici e band affini rileggono i brani storici dei Gang, dal folk al punk, dal rock alla canzone d’autore. Ogni gruppo ha riletto i pezzi dei Gang a modo proprio: dall’hardcore punk dei Guacamaya al folk de La Macina, passando per il folk-rock dei Ned Ludd e Hombre all’Ombra, il rock'n'roll di Mez dei Ratoblanco e dei Barricada 22, il pop britannico degli Elimania, la patchanka dei Malavida, fino alla canzone d'autore di Marco Sonaglia e alla potenza dei Fev. Presenti anche membri dei Modena City Ramblers e due ospiti speciali: il poeta Ugo Capezzali e il narratore Daniele Biacchessi.
Con Massimo Priviero e Daniele Biacchessi, i Gang danno vita a Storie dell’altra Italia (2012), doppio album live che intreccia musica e teatro civile, raccontando storie di soldati dimenticati, studenti ribelli, operai in lotta, intellettuali perseguitati. È il tentativo di dare voce a chi non l’ha mai avuta.
Nel 2012, con Le radici e le ali Live – Venti di Gang, la band marchigiana celebra vent’anni di uno dei suoi album più amati. La successiva ristampa rimasterizzata de Il seme e la speranza conferma la volontà di custodire e rilanciare un patrimonio musicale che è anche culturale e politico.
Nel 2015, i Gang hanno pubblicato Sangue e cenere, il loro dodicesimo album in studio e il primo di inediti dopo 15 anni. Il disco è stato finanziato tramite crowdfunding, raccogliendo oltre 55.000 euro da 1.186 sostenitori. Le registrazioni hanno coinvolto musicisti italiani e statunitensi, tra cui Garth Hudson dei The Band e membri della E Street Band di Bruce Springsteen. Il risultato è un album che fonde folk, rock e impegno sociale, con testi che trattano temi come la lotta, la memoria storica e la giustizia sociale. Tra le tracce principali, spiccano "Sangue e cenere", "Il fumo e il fuoco" e "Vento di rivolta".
Tre anni dopo è uscito Calibro 77, un album che segna un ritorno alle radici del gruppo, con un sound più diretto e crudo. Il disco è stato registrato in Italia e negli Stati Uniti, mantenendo la collaborazione con il produttore Jono Manson. Le canzoni trattano temi di resistenza, identità e memoria, continuando la tradizione del gruppo di affrontare questioni sociali e politiche attraverso la musica.
Tra le tracce più significative figurano "La resistenza del cuore", "Fiamme su cenere" e "L'ombra del guerriero".
Nel 2021, i Gang hanno pubblicato Ritorno al fuoco, il loro quattordicesimo album in studio. Anche questo progetto è stato finanziato tramite crowdfunding, raccogliendo oltre 72.000 euro da 1.611 sostenitori. Il disco presenta un sound ricco e variegato, con influenze che spaziano dal rock al folk, e testi che affrontano temi di attualità come la solidarietà, la lotta per i diritti e la memoria storica. Tra i brani più significativi si possono segnalare "Ritorno al fuoco", "Sotto la stessa stella" e "Luci nella notte".
Con Fra silenzi e spari (2024), la band marchigiana mette a punto un progetto ambizioso che include nuove registrazioni di brani tratti dai loro album precedenti, da Le radici e le ali (1991) a Controverso (2000). Il progetto è stato finanziato ancora una volta tramite crowdfunding, raccogliendo oltre 70.000 euro da 1.500 sostenitori. Inoltre, sono stati inclusi due album bonus: "Quanto amore (Omaggio a Claudio Lolli)", una raccolta di brani del cantautore bolognese reinterpretati in versione acustica, e "Re-Incanto", che presenta nuove versioni semi-acustiche di canzoni da Sangue e cenere e Ritorno al fuoco. Tra le tracce principali, "Fra silenzi e spari", "Sotto il cielo di maggio" e "Il viaggio dei pensieri".
Oltre ai loro album in studio, i Gang hanno partecipato a vari progetti e collaborazioni. Nel 2011, hanno partecipato a "Quando gli angeli cantano", un album tributo a Fabrizio De André, in collaborazione con altri artisti. Nel 2012, hanno preso parte al progetto "Storie dell'altra Italia", un doppio album live che racconta storie di resistenza e impegno civile. Nel 2022, hanno collaborato con la Que Viva Gang Orchestra per il progetto "Que Viva Gang", un tributo alla loro musica e alla tradizione folk italiana.
I Gang hanno continuato a esibirsi dal vivo, partecipando a festival e concerti in tutta Italia. La loro attività ha ricevuto riconoscimenti per l'impegno sociale e politico, consolidando la loro reputazione come una delle band più significative del panorama folk rock italiano e dimostrando come, attraverso l'autofinanziamento e la partecipazione attiva dei loro fan, fosse possibile mantenere una carriera musicale indipendente anche in tempi non facili.
I Gang, dunque, non sono solo una band: sono una comunità, una memoria in movimento, una forza poetica e resistente che ha saputo attraversare i decenni restando fedele alla propria voce. E quella voce, ancora oggi, continua a cantare storie di appassionata resistenza.