AmeriKKKa’s Most Wanted

Ice Cube

AmeriKKKa’s Most Wanted

1990 (Priority)
hip-hop

Once again it's on, the motherfucking psycho
Ice Cube the bitch-killer, cap-peeler
Yo, running through the line like Bo, there's no pot to piss in
I put my fist in
Now, who do ya love to hate?

Los Angeles, 1989. Il divorzio più scottante della storia del rap è sulla bocca di tutti. Ice Cube e gli N.W.A. dai ferri corti stanno per passare alle parole pesanti. Molto pesanti. Per O'Shea Jackson Sr. i suoi ex-amici sono dei fottuti traditori, dei bastardi accondiscendenti, incapaci di farsi pagare il giusto. Cube si sente tradito, in particolare da Eazy-E., così molla tutto e decide di mettersi in proprio. Ma gli N.W.A. non lo perdonano e sganciano nel giro di pochi giorni la canzone che farà esplodere di collera Cube, "Real Niggaz", contenuta nell'Ep “100 Miles And Running”, in cui viene chiamato “Benedict Arnold”, il generale statunitense che rinnegò la causa rivoluzionaria nel 1780, schierandosi dalla parte dei britannici. Un affronto audace che costerà però molto caro alla vecchia crew di Cube, che nel 1991 tirerà fuori il dissing più spettacolare di sempre, “No Vaselines”, talmente potente da non ammettere alcuna replica.

Anche se mossa da beghe contrattuali e visioni diverse, peraltro da sempre endemiche nei gruppi di ogni genere, la scelta di Ice Cube aveva basi artisticamente solide. E a dimostrarlo fu soprattutto “AmeriKKKa's Most Wanted”, il disco con cui O’Shea debuttò da solista nel 1990, coinvolgendo il celebre team che stava dietro alle produzioni dei Public Enemy, The Bomb Squad, che accettò di aiutarlo grazie all’amicizia tra Cube e Chuck D, il quale a sua volta prese attivamente parte al progetto insieme con Flavor Flav, duettando rispettivamente in “Endangered Species (Tales From The Darkside)” e ”I'm Only Out For One Thang”.
Il titolo è già tutto un programma: “AmeriKKKa's Most Wanted” allude infatti sia al programma televisivo prodotto dalla 20th Television e poi dalla Fox Corporation, reo per Cube di aver mostrato l’arresto ingiustificato e oltremodo violento di tantissimi afroamericani, sia al Ku Klux Klan nelle tre K in maiuscolo. Un gioco di parole e rimandi concepito anche per esprimere il dissenso verso il cuore più razzista dell’America di quel tempo. Sia detto di passata: un razzismo purtroppo ancora vivo in una pancia, ahinoi, sostenuta degli Stati Uniti. Le sedici canzoni di “AmeriKKKa's Most Wanted” sono infatti un assalto frontale continuo verso tutto ciò che non andava giù a Cube: dagli afroamericani collusi con i bianchi corrotti come Arsenio Hall, tirato in ballo in “The Nigga Ya Love To Hate”, alle stazioni radiofoniche di stampo hip-hop incapaci di far valere le istanze della comunità afroamericana di Los Angeles (“Turn Off The Radio”).

You ask me, did I like Arsenio?
About as much as the Bicentennial
I don't give a fuck about dissing these fools
'Cause they all scared of the Ice Cube

Se i testi, accusati spesse volte, anche nell’immediato, di ostinato sessismo ed eccessiva insolenza verbale, sono il piatto forte di un autentico giocoliere di parole come Cube, le basi esplicano uno stato di grazia ritmicamente altrettanto dinamitardo, grazie soprattutto all’apporto di maestri come Sir Jinx, presente praticamente in tutti i pezzi, o dei suggerimenti altrettanto significativi di pionieri come Eric Sadler.
La partenza è degna di un Ben Johnson dopato come un cavallo a Seul: “Nigga Ya Love To Hate”, come buona parte di tutte le altre basi, contiene una valanga di sample tanto clamorosi quanto sorprendenti, giusto per citarne alcuni: si va da "Weak At The Knees" di Steve Arrington a "Keep On Doin' It" di The New Birth's e "I Need More Time" dei Meters.

E’ puro hip-hop west coast infarcito di saette verbali lanciate da Cube senza tregua alcuna, tra improvvise sterzate in coro mosse a mo’ di party sfrenatissimo e ripartenze a cui è letteralmente impossibile resistere senza dondolare come una hopper al semaforo. Non c’è un attimo di respiro. L’intento del rapper losangelino è asfaltare tutto ciò che ha incontrato sul suo cammino, mentre piccole schegge prese in prestito da Sly & The Family Stone, Kool & The Gang, James Brown, The Last Poets e si potrebbe continuare per ore, spuntano da ogni direzione, come nella successiva title track, altra sassaiola con la quale Cube mette le cose in chiaro alla sua maniera e non risparmia nessuno, in quello che sarà anche il singolo di lancio dell’album.

Anche i proverbiali intermezzi giocano la propria parte, e in alcuni casi sono delle canzoni interrotte che avrebbero fatto la gloria di una sfilza infinita di altri rapper ma che per Cube sono al contrario da usare come piccole lame affilate da scagliare nel cielo azzurro della città degli angeli, si prenda in tal senso da esempio “What They Hittin' Foe?”, che precede uno dei pochi momenti “rilassati” dell’opera, “You Can't Fade Me/JD's Gaffilin'”, da cui emerge un fenomenale gancio melodico aizzato anche dai consueti sample acuti, tipo le sezioni sparse di “Rumpofsteelskin” dei Parliament e “Synthetic Substitution di Melvin Bliss.
In un’intervista rilasciata a Medium.com, Cube spiega così la genesi e l’evoluzione del brano: “Tutto ciò che senti p-funk, come nel ritornello, io e Jinx l'abbiamo inserito. Ho ricevuto un sacco di critiche per il testo di questa canzone. Non me l'aspettavo, ma non mi ha fatto incazzare. Pensavo solo che fosse una rima fantastica, quindi mi andava bene prendermela. A molta gente piaceva, quindi non era poi così male. Quando si è trattato del verso 'kick her in the tummy', non l'ho fatto per far arrabbiare la gente, era solo parte del flusso. Voglio dire, gli uomini hanno la testa malata, amico! Ho sentito uomini dire cose tipo: 'Quella stronza incinta, mi viene voglia di andare a prenderla a calci nella sua dannata pancia!'. È semplicemente reale. Che lo facciano o no, ne dubito. Non ho mai visto nessuno farlo, ma ho sentito dei figli di puttana parlarne. Quindi, per me non era niente metterlo in rima. Non ho mai avuto cause di paternità a quei tempi, cazzo no”. Versi che oggi scatenerebbero giustamente dibattiti infiniti sull’incitamento alla violenza contro le donne da parte di Ice Cube, oltra a una profonda indignazione, ma che evidentemente all’epoca, al netto delle critiche mosse dai più, restavano ancora confinati in quel grosso (e labile) calderone che è il principio della libertà di espressione.

Tornando però alla mera musica, la parte centrale di “AmeriKKKa's Most Wanted” segnala un concentrato di energia a tratti discola e passaggi almeno sul piano ritmico e melodico più rilassati come “Once Upon A Time In The Projects”, canzone che ruota magicamente tutta sul refrain e il riff di "Shoo-B-Doop And Cop Him" di Betty Davis, confermando ancora una volta la bontà delle scelte di Cube e della Bomb Squad.
Tra un nuovo assalto e un pugno figurato alla maniera del miglior Tyson, si procede spediti e carichi di meraviglia. Non mancano poi episodi come “A Gangsta's Fairytale” che devono più di qualcosa all’impalcatura tipica dei brani degli amici Public Enemy, in particolare per la mole di improvvisazioni giullaresche adottate qui e là, tra un’invettiva e l’altra, coretti da stadio e risatine ironiche.

La seconda metà del piatto è senz’altro quella meno “esplosiva” e più propriamente old school (“Rollin' Wit' The Lench Mob”). E’ di fatto la doppia anima di un capolavoro assoluto della storia dello sterminat(issim)o universo hip-hop, tanto da essere saccheggiato in futuro da centinaia di rapper. L’album che ha mostrato al mondo il potenziale infinito di uno dei più grandi Mc di sempre. “Un uomo che non deve chiedere mai”, per dirla con uno degli spot più discutibili degli anni 80 ma che oggi torna simpaticamente utile per definire il carisma di un musicista tanto ovviamente divisivo quanto prodigiosamente imprendibile come Ice Cube.

Tracklist

  1. Better Off Dead
  2. The Nigga Ya Love To Hate
  3. AmeriKKKa's Most Wanted
  4. What They Hittin' Foe?
  5. You Can't Fade Me - JD's Gaffilin'
  6. Once Upon A Time In The Projects
  7. Turn Off The Radio
  8. Edangered Species (Tales From The Darkside) (Featuring Chuck D)
  9. A Gangsta's Fairytale
  10. I'm Only Out for One Thang (Featuring Flavor Flav)
  11. Get Off My Dick And Tell You Bitch To Come Here
  12. The Drive-By
  13. Rollin' Wit The Lench Mob
  14. Who's The Mack?
  15. It's A Man's World (Featuring Yo-Yo)
  16. The Bomb

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