A cavallo tra gli
anni 80 e i
90 abbiamo una fioritura di esperienze di quello che da allora viene definito
indie pop-rock. Band quali
Rem,
Replacements e
Hüsker Dü - quest'ultima soprattutto nell'ultima fase produttiva - rappresentano un passaggio significativo da sonorità più ruvide, finanche
hardcore, a suoni più pop. Il centro dei dischi diventano le canzoni, ispirate anche da artisti storici come
Beatles,
Byrds e Ronettes, da contaminare con arrangiamenti e suoni più obliqui, debitori della stagione
post-punk. Questa direzione viene incoraggiata anche dall'esplosione della videomusica all'inizio degli anni 80, grazie soprattutto al canale Mtv che fornisce una inedita visibilità alle band attraverso il videoclip e tramite il palcoscenico della tv generalista. In questo modo l'attenzione del pubblico si sposta nuovamente verso il formato canzone, come era avvenuto negli anni 50 per il rock'n'roll grazie soprattutto alla diffusione della radio Fm portatile.
I contesti di riferimento per l'indie pop-rock restano sempre gli Stati Uniti e il Regno Unito, di cui rimane emblematico il catalogo dell'etichetta indipendente 4AD, pronta da Londra a intercettare tutti gli artisti oltreoceano assonanti alla dimensione cantautoriale della
label (
Red House Painters,
Lisa Germano, Unrest), che potessero unirsi a quelli britannici (
Cocteau Twins,
Lush,
Pale Saints). All'interno della vibrante cartografia musicale che differenzia città e stati americani, 4AD intercetta infatti un gruppo di musiciste e musicisti dell'area di Boston, soprattutto
Pixies e
Throwing Muses, pubblicando anche alcuni
side-project tra cui
Breeders, band formata da Kim Deal (
Pixies) e Tanya Donnelly (Throwing Muses). L'apporto di Deal alle composizioni della band-madre come in "Gigantic", brano simbolo della produzione dei Pixies, così come il suo distintivo stile e suono di basso, invogliano la musicista a trovare altri spazi in cui sperimentare a livello di composizione e arrangiamento. La volontà di convogliare altrove la propria energia creativa trova motivazione anche nelle vicende contingenti del quartetto di Boston, nel momento in cui il suo leader, Black Francis, stava iniziando a figurarsi come una sorta di
one-man band, decidendo di partire in tour senza gli altri membri del gruppo.
Il primo esito della collaborazione tra Deal e Donnelly è l'album "Pod" (4AD, 1990), prodotto da
Steve Albini e registrato ai Palladium Studio di Edimburgo insieme alla bassista Josephine Wiggs (Perfect Disaster) e al batterista Britt Walford (
Slint). Nonostante il buon esito nelle vendite e l'ottima accoglienza da parte della critica, Donnelly abbandona le Breeders per dedicarsi a tempo pieno a una nuova band, le
Belly, sempre da iscriversi nel fermento indie pop-rock americano di quegli anni. Al suo posto si inserisce Kelley Deal, chitarrista e sorella di Kim, mentre alla batteria, dopo vari avvicendamenti, si stabilizza Jim Macpherson. La band trova inoltre una sua collocazione definitiva nell'area di Dayton in Ohio, evidenziando un ulteriore allontanamento dal mondo dei Pixies.
Sono i segnali di una crisi che dal 1990 infatti, anno di uscita di "Bossanova" (4AD/Elektra, 1990), attraverso il 1991, anno di uscita di "Trompe Le Monde" (4AD/Elektra, 1991), porta nel gennaio 1993 al primo scioglimento dei Pixies, annunciato da Black Francis ai microfoni di Bbc Radio 5 all'insaputa degli altri membri della band.
"Last Splash" viene registrato nell'arco di questi tre turbolenti anni, dal 1990 al 1993, e cristallizza l'estroso stile compositivo di Kim Deal, confermandola una delle più interessanti figure nel panorama musicale indipendente. Prodotto stavolta da Kim insieme a Mark Freegard, tra gli studi Coast Recorders di San Francisco, i Brilliant Studios e i Refraze Recording Studios di Dayton, il
sophomore dell'
ensemble delinea in quindici tracce dalla durata mai superiore ai 5 minuti un indie pop-rock fresco, eclettico e sofisticato, che viene ricondotto a un genere che era già stato ribattezzato "alternative rock" dall'industria e dai media dopo l'esplosione commerciale del
grunge. Il
sound di "Last Splash" è intriso di
psichedelia e
power-pop, distorsioni ruvide e cori cantabilli, ironia e melanconia. Ci viene sbattuto in faccia così fin dalla iniziale "New Year":
I am the rain
I am the new year
I am the sun
I am the rain
I am the new year
I'm the way
It's true
Per passare subito a uno dei brani più iconici dell'album, "Cannonball", inizialmente nominata nei
demo "Grunggae". La genialità del brano è racchiusa principalmente in quattro elementi: il coretto iniziale; il
groove di batteria e di basso che apre e accompagna il
rifflegato della chitarra; le chitarre stoppate dell'inaspettato, caotico ritornello:
I know you, little libertine
I know you're a cannonball
I'll be you're whatever you want
The bong in this Reggae Song
Hey now, hey now,
Want you, Koo Koo, Cannonball
In the shade
L'album è costellato di una serie di brani indie agrodolci con radici nella musica degli
anni 60, come le leggere orchestrazioni di "Invisible Man", il riverbero
spectoriano di "No Aloha", il surf-rock di "Flipside" e la psichedelia strumentale di "S.O.S", forse il brano più vicino ai Pixies. Tra i pezzi che possiamo senza dubbio definire "breedersiani", troviamo "Do You Love Me Now?" e "Drivin' on 9", cover in chiave
country dai Ed's Redeeming Qualities, canzoni che hanno la capacità speciale di associare l'ammaliante voce di Deal e le sue melodie rotonde alle chitarre sghembe e affilate di Kelley.
Molto Breeders anche l'operazione di rompere gli schemi, e così sviare e cambiare direzione, come accade in "Mad Lucas", una
ballad cantata sottovoce da Deal che rievoca lo
strumming dei
Velvet Underground e le distorsioni acide degli
Spacemen 3, o come accade in "Saints", una sorta di dissacrante parodia delle pose rock'n'roll
mache. La canzone precede il secondo singolo tratto dall'album, "Divine Hammer", un'accattivante e irresistibile cantilena che inneggia all'"One Divine Hammer" e che possiamo, col sorriso, associare metaforicamente al "Big Big Love" di "Gigantic".
Ciliegina sulla torta - che ci riporta alle nostre considerazioni iniziali - sono i tre videoclip che vengono prodotti per promuovere "Last Splash" e che entrano stabilmente nella programmazione di trasmissioni come "120 Minutes" di Mtv. Si tratta delle versioni videomusicali di "Cannonball", diretta da Kim Deal e da Spike Jonze, di "Divine Hammer", diretta da
Kim Gordon e sempre da Jonze, e di "Saints", diretto da Frank Sacramento, che mettono in risalto il lato assurdo dell'immaginario delle Breeders, con l'approccio ironico e
nonsense che le contraddistingueva. Le immagini della band in studio o dal vivo si alternano, infatti, a un teatrino dell'assurdo in cui una palla, a tratti con le sembianze della band, rotola per le strade della città, mentre i membri del gruppo si travestono ("Cannonball"), anche con un passamontagna ("Saints"), e un martello prende il volo, in attesa dell'assunzione in cielo di Kim nei panni di una santa in rosso o di una suora in bianco, serafica nelle sue
sneakers mentre vola sul traffico ("Divine Hammer"). Intanto il singolo "Cannonball" riscuote un ottimo successo arrivando alla posizione n. 44 della classifica Us Billboard Hot 100, alla n. 40 della Uk Singles Chart e addirittura alla n. 8 in Francia.
Con "Last Splash", Kim Deal e le Breeders ridisegnano la canzone indie pop-rock dopo l'abbuffata post-punk/
new wave degli
anni 80, che aveva lasciato un segno significativo nella musica di band in origine college rock quali
Rem,
B-52s e
Pylon. L'album ci restituisce tante sfumature musicali ed emozionali, ma soprattutto inquadra la consapevolezza, la fantasia, il carattere inquieto e affascinante della scrittura e della
performance di Deal, attraverso gioielli pop-rock
tout-court quali "Cannonball" e "Divine Hammer", tra i brani più iconici di tutta la stagione dell'indie pop-rock/alternative rock statunitense.
La prima parte della carriera delle Breeders si chiuderà nel 1995, con l'uscita in solo per Kim dell'album "Pacer" (4AD, 1995) col
moniker The Amps. Il percorso nella band negli anni sarà funestato anche dei problemi di dipendenze delle sorelle Deal, che non permetteranno di dare continuità alla produzione artistica di un talento come quello di Kim. Le Breeders torneranno in attività, infatti, in altri due periodi - dal 1996 al 2003 e dal 2008 al tempo presente, quindi il 2024 - incentrati soprattutto sull'attività live. È notizia recente, invece, che Kim Deal uscirà a fine anno con un album solista a proprio nome, "Nobody Loves You" (4AD, 2024).