Luca Carboni è un cantautore italiano nato a Bologna il 12 ottobre 1962. Ha esordito negli
anni 80, diventando una delle figure di spicco della scena pop italiana grazie al suo stile intimista e malinconico, che fonde melodie semplici con testi sensibili e riflessivi.
Fa il suo esordio nel 1984 con l'ottimo album “…e intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film”.Tenuto a battesimo da musicisti come
Ron e Gaetano Curreri degli Stadio, curato amorevolmente da un padrino d’eccezione come
Lucio Dalla, che offre il suo riconoscibile
imprinting, Luca scrive la quasi totalità dei brani. La sua vocalità, morbida, spezzata, il forte accento bolognese, gli arrangiamenti piuttosto sobri, la poetica sognante e minimale che sarà uno dei suoi stilemi, ben impressionano pubblico e critica.
“…e intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film” contiene tracce che sono manifesti generazionali che cantano disagi , paure e situazioni tipiche dei ragazzi in quei complessi anni 80 , come in “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, o “Fragole buone buone “, scritta con Curreri, o ancora “Giovani disponibili”.
Dopo una prima tournée che dura 4 mesi e che lo vede in giro per l’Italia, Carboni torna con “Forever”, pubblicato nel 1985, che lo vede ancora collaborare con il precedente team di produzione. “Forever” conferma la crescita di un cantautore che ha un proprio segno distintivo e qualcosa da raccontare. Le vendite raddoppiano quelle dell’album di esordio, e da questo album sono tratti successi radiofonici come “Sarà un uomo”, sospesa e soffusa, che immagina un futuro prossimo incalzante, cambiamenti pressanti, ricordando il passato con affetto e partecipazione emotiva (“…stanno già salutando quelli nati senza televisione, stanno finendo quelli che hanno camminato senza scarpe…”) .
Il successo definitivo arriva con il più articolato “Luca Carboni” del 1987. In modo quieto e senza clamori, il cantautore bolognese scrive storie, che sono le sue e quelle di chi è all’ascolto, mette in musica e canta la vita che scorre intorno e dentro di lui. “Silvia lo sai” è il primo singolo estratto, un grande successo, forte di un arrangiamento essenziale e di un testo che mostra, come in un album fotografico che scorre veloce, la vita che se ne va e trascina via tutti noi disperdendoci nel mondo, povere foglie nel vento. Supervisiona ancora Gaetano Curreri, che aiuta Carboni a trovare una cifra sonora personale. Grazie a questo, e altri brani come “Lungomare”, introspezione notturna sotto la luna che illumina il mare Adriatico all’infinito, “Farfallina”, impalpabile delicata dichiarazione d’amore” e “Vieni a vivere con me”, il disco vende più di cinquecentomila copie.
Il successo è travolgente, e da questa esperienza intensa, che tutto tracima e capovolge , Carboni sembra sfuggire e rispondere con il nuovo album pubblicato nel 1988. Sono già sulla copertina del disco le “Persone Silenziose”, disegnate dallo stesso Carboni. Quelle facce che vedi sul treno, o ferme al semaforo, in libreria. Le persone schive, timide, quelle che vivono di pensieri, il cui silenzio a volte si fa sentire più del rumore. È a loro dedicato il quarto album del cantautore bolognese, un viaggio tra queste vite piccole, che nascondono grandi intensità , forti come tempeste. Ricordi, piccoli gesti, timidezze, sono trasposte in musica, arrangiata con sobrietá ed emozione.
Anche questo disco ottiene ottimi riscontri di vendite e precede un lungo, intenso periodo di live.
Nel 1992 il cantautore bolognese galvanizza e diverte il pubblico con la sferzante “Ci vuole un fisico bestiale”, energico singolo pop rock che anticipa “Carboni”, prodotto da Mauro Malavasi, coautore di “Mare mare”, altro brano che conquisterà una permanente
heavy rotation radiofonica. “
Carboni” supera il milione di copie vendute, e prelude a un nuovo intenso tour live, questa volta con
Jovanotti, col quale il cantautore bolognese stringerà una duratura e fruttifera amicizia e col quale pubblicherà l’album “Diario Carboni”, che diventerà a sua volta un elettrizzante live europeo.
Con il successivo disco “Mondo” del 1995, Carboni rinuncia in parte agli arrangiamenti in studio, proponendosi di registra in presa diretta brani dalla forte connotazione di critica sociale , come “Inno”, che insieme a “Non è”, mostra il cantautore emiliano alla ricerca di temi più maturi e testi più duri, diretti, che raccontano disagi e realtà difficili, sottolineati da suoni meno patinati e morbidi delle produzioni giovanili.
La voglia di cambiare e sperimentare sfocia nell’album “Carovana” del 1998, realizzato interamente dallo stesso Carboni, dal quale è tratta la pensosa e aerea “Le ragazze”.
La vita reale e personale assorbono l’attenzione del cantautore per alcuni anni, e delle sue esperienze di padre, compagno di vita, amico, figlio, ne farà preziosa esperienza in musica con l’album “Lu*ca”, pubblicato nel 2001.
Negli anni a venire Carboni scrive, dipinge, e collabora con amici e musicisti, finché nel 2006 torna in studio con “Le band si sciolgono”, che lo porta a reincontrare vecchi amici di percorso, come Curreri, e nuove collaborazioni, come quelle con
Pino Daniele e Tiziano Ferro.
Nel 2009, con l’album “Musiche ribelli”, Luca Carboni rende omaggio a quei cantautori italiani che negli
anni 70 hanno raccontato il loro tempo. Autori che sono colonna portante della nostra storia musicale:
De Gregori,
Guccini,
Dalla,
Lolli,
Finardi,
Jannacci,
Battiato. Il cantautore bolognese sceglie con cura un momento sociale e politico che ha prodotto una scena musicale di alto livello culturale, capace di dare vita a canzoni che coniugavano belle melodie a testi che lasciavano segni profondi nelle coscienze.
Sempre con Malavasi, nel 2011 realizza l’album "Senza titolo", trainato dal delicato singolo "Fare le valigie".
Due anni dopo, “Fisico e politico” (2013), raccolta di successi e inediti pubblicata in occasione dei 30 anni di carriera, è anche l’occasione per collaborare con amici musicisti, come Tiziano Ferro, Jovanotti e
Cremonini. Carboni chiama a sé il rapper
Fabri Fibra per il singolo inedito che dà il titolo all’album, e
Ligabue, che è autore di “C’è sempre una canzone”, ma anche Battiato,
Elisa, Biagio Antonacci,
Samuele Bersani.
È del 2015 “Pop up”, annunciato dal singolo “Luca lo stesso”. Prodotto da Michele Canova, è un disco introspettivo, autobiografico. Si riflette sul tempo che passa, si canta d’amore, e ci si fanno domande su Dio, si passa da ballate pop a numeri funky dance. Ed è ancora una volta successo, ma non è questo che sembra essere l’obiettivo principale del cantautore bolognese, sempre schivo e piuttosto riservato, quanto piuttosto la necessità di raccontarsi ancora una volta, scegliendo ancora nuovi modi, suoni, parole.
Il 9 febbraio 2018 viene pubblicato l'album della band
Lo Stato Sociale "Primati" contenente il brano "Facile", in duetto con Luca Carboni, che l'8 giugno fa uscire il suo nuovo album, composto da 9 tracce inedite, intitolato "Sputnik", anticipato dal singolo "Una grande festa". Il 2 giugno è ospite al Teatro Romano di Verona per l'evento "Lucio!", un concerto-omaggio a Lucio Dalla insieme a molti artisti italiani tra cui
Ron,
Massimo Ranieri e Gaetano Curreri, duetta proprio con Cellamare nel brano "Quale allegria". A 28 settembre esce invece un nuovo brano, "Imparare dal vento", che vede Carboni collaborare con i Tiromancino, all'interno del loro nuovo album, viene pubblicato l'album "Fino a qui".
Nel gennaio 2022, Carboni annuncia di essere al lavoro sul suo tredicesimo album in studio, insieme alla produttrice Marta Venturini, per poi pubblicarlo nei primi mesi del 2023. Tuttavia, è in seguito costretto a un temporaneo ritiro dalle scene per più di due anni, dovendosi sottoporre alle terapie di contrasto a un tumore polmonare
Nel 2024, dopo la rivelazione della malattia e dei due anni di pausa forzata dovuta alle cure, Luca Carboni ha celebrato 40 anni di attività con la mostra "Rio Ari O", a suggello di una carriera iniziata nel 1984 con il suo album d’esordio.