Nicely Out Of Tune

Lindisfarne

Nicely Out Of Tune

1970 (Charisma)
british folk rock
Quando si guarda indietro alla stagione d'oro del folk rock britannico, i primi artisti che la critica musicale tira in ballo sono i Fairport Convention, solitamente seguiti a ruota da Pentangle, Steeleye Span e Incredible String Band. Molto raramente vengono invece citati coloro che vendettero più di tutti, i Lindisfarne, forse a causa della loro reputazione di eroi locali, che ha fatto apparire la loro musica meno attraente su un piano universale.
Sul fatto che il ricordo di Alan Hull, principale autore della band, sia oggi offuscato all'infuori della propria regione di provenienza, il giovane ammiratore Sam Fender ha affermato:
Mi sono sempre chiesto se fosse perché era un geordie [nota 1]. Ho sempre pensato che qui nel Nord Est siamo più o meno parodiati in televisione e presentati come questa sorta di bevitori scemi con accenti buffi, da 'The Likely Lads' a 'Geordie Shore'. Forse ha qualcosa a che vedere con questo, ma sapete? Non mi interessa, perché lui per noi è [Bob] Dylan e penso sia uno dei più fantastici cantautori che questa nazione abbia mai avuto
Fender ha presentato nel 2022 il documentario "Lindisfarne's Geordie Genius: The Alan Hull Story", proprio allo scopo di riportare i riflettori sul musicista e sulla sua band: vi hanno partecipato, oltre agli ex-colleghi e ai parenti di Hull, anche nomi del calibro di Elvis Costello, Peter Gabriel, Sting, Mark Knopfler e Dave Stewart. Il primo ha definito Hull uno dei grandi cantautori marcatamente inglesi, "al livello di Richard Thompson e Ray Davies", ma anche gli altri si sono prodigati in sentiti elogi delle sue capacità come poeta, interprete appassionato e creatore di armonie insolite.

Dopo una lunga gavetta nella scena di Newcastle, che nel 1965 lo portò a pubblicare un paio di singoli come membro dei Chosen Few, in pieno stile beat, Hull entrò a far parte di un'altra band locale, i Brethren, composti da Ray Jackson (voce, mandolino e armonica), Simon Cowe (chitarra, banjo e tastiere), Rod Clements (basso e violino) e Ray Laidlaw (batteria): l'evento segnò di fatto la nascita dei Lindisfarne, benché la situazione rimase indefinita per almeno un paio d'anni, come una sorta di collaborazione estemporanea. Il nome del progetto, tratto da una nota isola tidale di quella zona, venne deciso solo quando i cinque si apprestarono a firmare un contratto con la neonata Charisma Records.

Il primo album, "Nicely Out Of Tune", viene registato durante il 1970 e pubblicato nel novembre di quell'anno, con la produzione affidata a John Anthony (oggi meno ricordato di quanto meriterebbe, diresse fra gli altri i primi quattro album dei Van Der Graaf Generator, "Trespass" e "Nursery Cryme" dei Genesis, il debutto dei Queen e il secondo lato di "For Your Pleasure" dei Roxy Music).
La scaletta è aperta da "Lady Eleanor", che mette subito in mostra la complessità della visione artistica di Hull: l'introduzione è costituita da un incastro fra la chitarra acustica arpeggiata e un filo di organo elettrico, suonati da Hull, con i fraseggi prevalentemente ascendenti del mandolino elettrico di Jackson e i leggeri staccato della chitarra elettrica di Cowe in sottofondo. La sezione ritmica si mantiene pacata ma alimenta la tensione, con la batteria di Laidlaw dominata dai tom e dalla scansione dell'hi-hat e il basso melodico di Clements, che fa da collante fra i vari strumenti.
Su questo tappeto entra la voce di Hull, che canta una strofa dal sapore gotico e spettrale, densa di suggestioni tratte da racconti di Edgar Allan Poe (in particolare, "Eleonora" e "La caduta della casa degli Usher"):
Una maga suona il baashi [nota 2] seduta a gambe incrociate sul pavimento,
una bellezza da danza del ventre con una sega a motore,
ho avuto la mia dose di incubi, non pensavo potesse esserci molto altro,
quando è entrato Rodrick Usher con Lady Eleanor,
lei mi ha bendato gli occhi con un nastro di seta spettrale,
fissavo con vista offuscata un vecchio letto a baldacchino,
dove Eleanor si era alzata per baciarmi il collo sotto la testa,
e mi ha invitato ad andare con lei nella terra dei morti danzanti
Qui scatta un cambio d'atmosfera, con un passaggio dal Si minore al Re maggiore. La voce narrante rifiuta la proposta e l'arrangiamento libera l'energia latente accumulata, scattando in una cavalcata segnata dalle armonie vocali di Hull e Jackson, che intonano all'unisono:
Ma va bene così, Lady Eleanor,
sto bene dove sono
Il resto del brano prosegue con questa alternanza, con Eleanor che si rivela essere una figura demoniaca:
Mi fissava con una bellezza amorevole, come una madre a un figlio,
come vivere, morire, vedere, essere, tutto messo insieme,
poi all'improvviso ho sentito della musica suonare nelle mie ossa,
la stessa vecchia canzone che ascoltavo da anni e mi ricordava casa.
Poi strisciando verso di me, leccandosi le labbra con lingue di fuoco,
un'orda di demoni dorati urlanti lussuria e desideri primitivi,
e quando sembrava certo che le grida non potessero essere più forti,
ho sentito una voce sopra le altre urlare "sei un bugiardo!",
ma va bene così, Lady Eleanor,
sto bene qui fra le tue braccia
Oltre alla raffinatezza della parte strumentale, si fanno notare anche la ricchezza lessicale e la densità della metrica, che indicano una propensione fortemente letteraria (si muoveranno su simili livelli il David Bowie di "Hunky Dory" e lo Steve Harley di "The Human Menagerie", entrambi peraltro giunti in seguito).
Altro momento notevole della scaletta è "Winter Song", aspra ballata senza batteria, con arrangiamento prevalentemente acustico al tempo di valzer, segnata da armonie sospese e cromatismi, ma soprattutto dalla voce di Hull, che si muove fra strofe pacate non distanti da Nick Drake e un ritornello in cui sale d'intensità, arrochendosi. Il brano mostra la forte propensione per il sociale che avrebbe caratterizzato l'intera carriera di Hull (il culmine dell'impegno sarebbe arrivato negli anni Ottanta, con l'appoggio alle lotte dei minatori contro il governo Thatcher):
Quando le dita ombrose dell'inverno ti inseguono per strada
e i tuoi stivali non mentono più sul freddo attorno ai tuoi piedi,
dedichi un pensiero per l'estate, il cui passaggio è finito,
i cui ricordi giacciono in rovina e le cui rovine giacciono al caldo?
Quando l'inverno arriva ululando.
Quando il vento canta in modo strano, soffiando musica attraverso la tua testa,
e le tue finestre spruzzate di pioggia ti fanno decidere di restare a letto,
dedichi un pensiero al vagabondo senza casa che desidera morire
o invece tiri più su le coperte, sognando dell'estate?
Il freddo strisciante ha dita che accarezzano con autorità
e i mistici bucaneve di cristallo aggravano soltanto la condizione,
dedichi un pensiero allo zingaro, senza una posizione sicura,
respinto con sdegno da villaggi e città per la decisione di un magistrato?
Quando il tacchino è nel forno e i regali di Natale sono stati comprati,
e Babbo Natale è nel suo modulo, un astronauta americano,
concedi un pensiero a Gesù, che non aveva altro che i suoi pensieri
e venne arrestato solo per aver parlato e frequentato la gente sbagliata?
"Clear White Light - Part 2" (intitolata così in quanto rimaneggiamento di un brano preesistente) si muove fra un ritornello basato su armonie vocali dal sapore mistico, particolarmente legate alla tradizione celtica, e una strofa più moderna, che getta un occhio al sunshine pop e alla West Coast americana (questi collegamenti alla cultura transoceanica non erano rari nella scena folk britannica dell'epoca, basti pensare ai collegamenti dei Fairport Convention con le canzoni di Bob Dylan e il sound dei Jefferson Airplane). La base strumentale, dal groove ripetitivo e tambureggiante, potrebbe addirittura predatare la stagione glam rock.
Il brano destinato a diventare centrale per l'attività concertistica del gruppo è però "We Can Swing Together", guidato dal deciso midtempo della batteria e da un pattern di pianoforte, colorato dall'intervento di un'armonica prima e da un segnale elettronico disturbato sul finale, ma elevato in particolare dal testo contro gli abusi di potere delle autorità e da un ritornello corale dal carattere ecumenico, intonato a gran voce dal pubblico durante le esibizioni:
Nessuno venne per criticare,
nessuno per lamentarsi,
[ma] solo per passare un po' di tempo,
giocare fra persone,
alcuni fumavano le sigarette che avevano rollato,
mentre altri non ne avevano,
tutti si tenevano per mano,
cantando questa piccola canzone:
'possiamo divertirci insieme
perché sentiamo di fare la cosa giusta,
possiamo divertirci insieme,
possiamo andare avanti tutta la notte'.
Poi, mentre questo accadeva,
verso le quattro meno dieci,
ci fu uno stridio di freni,
cani che abbaiavano fuori,
e forti colpi alla porta,
poi la voce di un ufficiale
che diceva 'aprite, nel nome della legge',
ma noi abbiamo continuato a tenerci per mano
e a cantare ancora un po' questa canzone:
'possiamo divertirci insieme [...]'.
Allora hanno sfondato tutte le porte
e preso a calci le finestre,
hanno liberato i loro cagnolini dai guinzagli
e hanno messo tutto a soqquadro,
ci hanno messi tutti contro il muro,
le loro facce attraversate da un sorrisetto,
hanno collegato le proprie manette una all'altra
e hanno cominciato a cantare contenti:
'possiamo divertirci insieme [...]'.
Ci hanno portati dal giudice della contea,
con una parrucca in testa,
ha ascoltato il nostro caso con un sorriso sul volto
e questo è ciò che ha detto:
'devo mandarvi tutti in prigione,
per aver fatto questa cosa terribile'.
E mentre scendevo giù verso le celle,
giuro di averlo sentito cantare:
'possiamo divertirci insieme [...]'
Il cantautorato di Hull è capace degli umori più disparati: così, dopo l'incubo di "Lady Eleanor" e la denuncia sociopolitica di "Winter Song" e "We Can Swing Together", si passa ai tratti ironici di "Alan In The River With Flowers", parodia di "Lucy In The Sky With Diamonds" dei Beatles, e "Down", marcetta kinksiana con tanto di assolo di pernacchie di Jackson.
Sette brani su undici sono di Hull, mentre Clements ne firma un paio, fra i quali spicca "Road To Kingdom Come", che pur con un testo decisamente più lineare di quelli di Hull ("Non ho nessuno da chiamare amico, la via che percorro non ha fine, così volto la mia faccia verso il sole e cammino per la strada del regno che verrà"), mostra una melodia e un arrangiamento di notevole fattura, con una linea di violino in bella mostra.
A completare la scaletta "Jackhammer Blues" (cover di Woody Guthrie, a conferma della vena impegnata di Hull) e "Turn A Deaf Ear", prestata alla band dal cantautore scozzese Rab Noakes, che stava emergendo anch'egli in quel periodo. Si tratta di una filastrocca il cui testo denuncia la necessità di allinearsi alle usanze e ai comportamenti dominanti allo scopo di trovare il proprio posto nella società, senza possibilità di opporsi ("Posso solo girarmi di nuovo, di nuovo verso il fronte, solo per girarmi di nuovo, verso il retro. Girare di nuovo, girare, girare, girare di nuovo, posso ascoltare, ma non riesco a sentire").

Le vendite furono insoddisfacenti e il disco fallì l'ingresso nella classifica di Record Retailer, ma la band iniziò a guadagnarsi una solida reputazione dal vivo, tanto che fra il 24 gennaio e il 13 febbraio 1971 partecipò a un tour congiunto con i compagni di etichetta Genesis e Van Der Graaf Generator, finendo col diventarne l'attrazione principale.
In seguito il quintetto entrò di nuovo in studio e quello stesso ottobre pubblicò "Fog On The Tyne", secondo album nonché opera del grande successo, che entrò in classifica al numero 23, per poi iniziare una lenta scalata fino al numero 1, raggiunto nel marzo 1972: per la prima volta una band folk britannica toccava la vetta.
Sulla sua scia anche "Nicely Out Of Tune" ottenne finalmente il meritato riscontro, entrando nella top 40 nel gennaio del 1972 e arrivando a toccare il numero 8 in giugno. Dal canto suo, "Lady Eleanor" venne rilanciata come singolo, spingendosi fino al numero 3 in quello stesso mese.

I Lindisfarne non avrebbero più ripetuto una stagione trionfale come quella, scomparendo presto dai piani alti delle classifiche (dal 1973 in poi, hanno toccato la top 10 soltanto col singolo "Run From Home"), pur mantenendo un culto profondo nel Nord Est. Alan Hull è morto improvvisamente d'infarto il 17 novembre 1995, ma i suoi colleghi hanno deciso di proseguire come Lindisfarne, con lo scopo di portare avanti la sua memoria, e hanno in seguito organizzato anche un concorso musicale a lui dedicato.
La Newcastle City Hall vanta oggi una targa dedicata a Hull, posta in bella vista vicino all'ingresso. La speranza è che l'eco della sua musica possa tornare a espandersi come fece per un breve ma folgorante periodo circa mezzo secolo fa: un testimonial come Sam Fender, forse il più importante cantautore inglese della sua generazione, rappresenta di certo un passo nella giusta direzione.

[nota 1Termine con cui si indicano le persone e l'accento tipici della zona di Newcastle.

[nota 2] Flauto indiano, più comunemente noto come bansuri.

Tracklist

  1. Lady Eleanor
  2. Road To Kingdom Come
  3. Winter Song
  4. Turn A Deaf Ear
  5. Clear White Light – Part 2
  6. We Can Swing Together
  7. Alan In The River With Flowers
  8. Down
  9. The Things I Should Have Said
  10. Jackhammer Blues
  11. Scarecrow Song




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