{"id":52457,"date":"2026-04-02T15:40:25","date_gmt":"2026-04-02T13:25:25","guid":{"rendered":"http:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/speciali\/clash_guglielmi\/"},"modified":"2026-04-02T15:40:25","modified_gmt":"2026-04-02T13:40:25","slug":"clash_guglielmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/speciali\/clash_guglielmi\/","title":{"rendered":"The Clash &#8211; Una poderosa macchina da rock and roll"},"content":{"rendered":"<p><em>Giornalista musicale sin dal 1979, conduttore di Radio Rai, Federico Guglielmi ha scritto un numero enorme di articoli per le principali riviste specializzate. Attualmente, &egrave; responsabile per le pagine musicali del &ldquo;Mucchio Selvaggio&rdquo; e direttore del trimestrale di approfondimento &ldquo;Mucchio Extra&rdquo;. Inoltre, com&rsquo;&egrave; noto, il giornalista romano &egrave; una delle voci pi&ugrave; autorevoli in ambito punk, genere che egli segue con grande impegno e passione quasi sin dalle origini. Reduce dalla pubblicazione del suo <a href=\"..\/speciali\/guglielmi_punk.htm\">libro dedicato proprio al punk del &lsquo;77<\/a>, Guglielmi ha offerto la sua disponibilit&agrave; per parlare del gruppo che, partito dal punk, riscopr&igrave; le fondamenta del rock. Se &egrave; vero che a volte i <a href=\"..\/rockedintorni\/clash.htm\">Clash<\/a> spiazzarono e divisero la critica, anche questa intervista non mancher&agrave; di riservarci qualche sorpresa, da parte di chi ha vissuto l&rsquo;esperienza live del gruppo e il ritmo delle storiche uscite discografiche. C&rsquo;&egrave; tuttavia qualcosa su cui, oggi come ieri, non possono esserci dubbi: &rdquo;I Clash erano una poderosa ed eccezionale macchina da rock&rsquo;n&rsquo;roll&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p><strong>1. &quot;Il punk &egrave; morto quando i <a href=\"..\/rockedintorni\/clash.htm\">Clash<\/a> hanno firmato per la Cbs&quot;: nel 1977, fu la famosa dichiarazione di Mark Perry. Quanto c&#39;era di vero, secondo te? Un gruppo come i Clash avrebbe potuto prendere una strada alternativa e al tempo stesso scrivere grandi pagine della storia del rock?<br \/><\/strong>Devo essere onesto: ai tempi, valutando le cose dalla mia prospettiva di diciottenne italiano di trent&#39;anni fa, credevo che Perry esagerasse e che il punk avesse ancora davanti un lungo e luminoso futuro. Con il senno di poi, devo dire che l&#39;editore di &quot;Sniffin&#39; Glue&quot; non aveva tutti i torti: lo spirito spontaneo e ingenuo del punk originario, all&#39;inizio del &#39;77, iniziava gi&agrave; a spegnersi, soffocato dal suo esser diventato &quot;moda&quot; e dal business che gli stava crescendo attorno. Per il resto, i Clash sono stati un gruppo in costante evoluzione, come provato dalla loro discografia e dall&#39;incredibile quantit&agrave; di canzoni composte e pubblicate in un lasso di tempo molto ristretto. Il loro periodo punk &egrave; stato tutto sommato brevissimo e credo che il loro percorso sia stato assolutamente naturale: le loro radici erano nel r&#39;n&#39;r e nell&#39;r&amp;b e a quelle radici, dopo la sbornia punk, sono in qualche modo ritornati, seppure in chiave non canonica e attraverso varie contaminazioni. Non so dire cos&#39;altro i Clash avrebbero potuto fare, a livello stilistico, ma non riesco a immaginare in che modo avrebbero potuto essere diversi.<\/p>\n<p><strong>2. Una formazione spesso citata a proposito dei Clash, sono gli Who: gruppo per certi versi punk <em>ante-litteram<\/em>, poi anche artefice di complesse opere musicali. Al contrario dei <a href=\"..\/rockedintorni\/ledzeppelin.htm\">Led Zeppelin<\/a>, che ereditarono qualcosa degli Who pi&ugrave; maturi, qualche anno dopo i Clash guardarono ai primi <a href=\"..\/rockedintorni\/who.htm\">Who<\/a>&#8230; Quanto &egrave; stata determinante la loro influenza nella musica dei Clash?<\/strong><br \/>All&#39;inizio della carriera, quando si presentarono con &quot;My Generation&quot;, gli <a href=\"..\/rockedintorni\/who.htm\">Who<\/a> erano indiscutibilmente punk <em>ante litteram<\/em>&#8230; non solo per la ruvidezza della musica, ma anche per alcuni testi: una strofa come &quot;I hope I die before I get old&quot; &egrave;, in tal senso, inequivocabile. Un paio di riff di canzoni dei Clash sono ricalcati su quelli di pezzi degli Who, e proprio agli Who &#8211; come per chiudere un cerchio &#8211; i Nostri fecero da spalla nel tour Usa del 1982. Comunque, per l&#39;intera generazione punk oltre che per i Clash e per Joe Strummer in particolare, Pete Townshend e compagni sono stati una specie di modello ideale, uno dei pochi gruppi dei Sixties a non essere trattati da &quot;vecchi scorreggioni&quot;.<\/p>\n<p><strong>3. Vorrei farti qualche domanda sui lavori del gruppo di cui in genere si parla meno, cominciando dal secondo album, &quot;Give &#39;Em Enough Rope&quot;: dopo trent&rsquo;anni, a me sembra un ottimo disco, con brani trascinanti come &quot;Safe European Home&quot;, &quot;Tommy Gun&quot; e &quot;Cheapskates&quot;, con la bellissima &quot;Stay Free&quot; e con la finale &quot;All The Young Punks&quot; in cui i Clash riuscirono anche a fotografare il momento stesso che stavano vivendo. Musicalmente, mi sembra un album potente e che incarna ci&ograve; che dovrebbe essere il &quot;rock&quot; senza ulteriori specificazioni. Forse, per&ograve;, uno dei possibili difetti che trovo &egrave; proprio questo: essere troppo &quot;duro e puro&quot; per un gruppo che fece il suo punto di forza nella commistione di diverse influenze musicali. L&#39;altro possibile difetto, il fatto di esser troppo legato al momento storico in cui usc&igrave; (come testimonia &quot;All The Young Punks&quot;). Quali sono secondo te i motivi che ne hanno sempre fatto soffrire il paragone con &quot;The Clash&quot; e &quot;<a href=\"..\/pietremiliari\/clash_london.htm\">London Calling<\/a>&quot;?<br \/><\/strong>Beh, direi che solo il fatto di essere uscito tra un esordio folgorante e un album che la storia ha eletto tra i migliori di sempre in ambito rock basta a &quot;squalificarlo&quot;, no? Comunque, all&#39;epoca, gli si rinfacci&ograve; il suo non essere pi&ugrave; tanto punk, anche per via della produzione filo-americana di Sandy Pearlman&#8230; la sua perdita di grezzezza a favore di una formula pi&ugrave; ragionata. Anch&#39;io penso che, nel complesso, il disco sia pi&ugrave; valido di come in genere lo si dipinge &#8211; c&#39;&egrave; un altro brano eccezionale che non hai citato, &quot;English Civil War&quot; &#8211; e che probabilmente senza il suo cambio di rotta non avremmo avuto &quot;<a href=\"..\/pietremiliari\/clash_london.htm\">London Calling<\/a>&quot;&#8230; ma rimane comunque un vaso di coccio tra due di ferro.<\/p>\n<p><strong>4. L&#39;Ep &quot;The Cost Of Living&quot; ha segnato, prima ancora di &quot;London Calling&quot;, il passaggio dal sound del &#39;77 a sonorit&agrave; pi&ugrave; ricercate. Da dove attingono i Clash in ballate come &quot;Gates Of The West&quot; o &quot;Groovy Times&quot;? Confesso che la prima &egrave; in assoluto la mia canzone preferita dei Clash: non trovi che sia un brano da recuperare?<br \/><\/strong>&Egrave; un bel pezzo, che guarda nettamente ai Sixties e da l&igrave; trae ispirazione pur vantando un &quot;tiro&quot; e una sguaiatezza di chiaro stampo punk. In quei giorni i Clash correvano anche nel ritmo delle uscite discografiche, ed &egrave; logico che qualche traccia non abbia goduto di grandi attenzioni: nell&#39;Ep c&#39;erano la cover di &quot;I Fought The Law&quot; e &quot;Capital Radio&quot;, episodi pi&ugrave; di impatto, e negli Stati Uniti sia &quot;Groovy Times&quot; che &quot;Gates Of The West&quot; videro la luce solo in un 45 allegato all&#39;edizione Usa di &quot;The Clash&quot;&#8230; che per&ograve; fu pubblicata solo nell&#39;estate del 1979, pochi mesi prima del ciclone &quot;London Calling&quot;.<\/p>\n<p><strong>5. &quot;Sandinista!&quot;: album monumentale, progetto ambizioso, affascinante intreccio di culture e sottoculture musicali. A volte non sono mancate tuttavia accuse di poca coerenza interna, di dispersivit&agrave;, persino di incompiutezza. Vorrei che mi parlassi un po&rsquo; di questo album, del giudizio che ne dai&#8230;<\/strong><br \/>&Egrave; la definitiva interpretazione della <em>black music<\/em> data dai Clash, anche se &#8211; ovviamente &#8211; senza dimenticare il rock&#39;n&#39;roll. Le accuse di scarsa coerenza lasciano il tempo che trovano: era un album nato da una precisa &quot;urgenza&quot;, tant&#39;&egrave; che usc&igrave; appena un anno dopo &quot;London Calling&quot;; vista la quantit&agrave; di canzoni in esso contenute, pretendere pure un&#39;estrema coesione sarebbe stato eccessivo. Magari, asciugando la scaletta di una decina di tracce, sarebbe suonato pi&ugrave; compatto ed equilibrato, ma era pur sempre un triplo Lp venduto al prezzo di un doppio: i pezzi c&#39;erano e si poteva pubblicarli, e allora perch&eacute; non farlo? I Clash viaggiavano spinti dall&#39;adrenalina e non si curavano dei commenti dei loro contemporanei&#8230; figuriamoci se potevano mai preoccuparsi di quello che avrebbero detto, decenni dopo, gli storici del rock.<\/p>\n<p><strong>6. &quot;Cut The Crap&quot;: lo consideri un album dei Clash? E&rsquo; da recuperare o da dimenticare?<\/strong><br \/>Fondamentalmente &egrave; un album di Joe Strummer e Paul Simonon, ma con un pesante fardello sulle spalle. A me, ventidue anni fa, non dispiacque, e tutt&#39;ora penso che almeno tre pezzi non siano malvagi. Anche se resta il peggiore disco a nome mai immesso sul mercato, qualche buona freccia al suo arco ce l&#39;ha&#8230; di sicuro pi&ugrave; di &quot;Carbon\/Silicon&quot;, l&#39;ultima prova di Mick Jones, del quale taluni sono riusciti non si sa come a parlare bene.<\/p>\n<p><strong>7. Quanto &egrave; stata determinante nella musica dei Clash la maggiore preparazione &quot;tecnica&quot; rispetto ad altri gruppi punk? Pu&ograve; essere considerato come l&#39;elemento che ha permesso ai Clash di sopravvivere al &#39;77?<\/strong><br \/>All&#39;inizio non credo abbia contato nulla: le armi vincenti sono state la grinta, la forza dirompente delle canzoni e una presenza scenica a dir poco formidabile. In seguito, a fare la differenza sono state la qualit&agrave; del <em>songwriting<\/em> e soprattutto l&#39;apertura mentale. Alla tecnica, a quei tempi, non badava nessuno, e comunque non &egrave; che il repertorio dei Clash fosse l&#39;ideale per esaltarla.<\/p>\n<p><strong>8. Ascoltando le registrazioni dei <em>live<\/em>, ho spesso l&#39;impressione che i Clash fossero diversi in studio e sul palco: molto precisi in studio, molto irruenti e spettacolari (ma spesso poco precisi) sul palco. A questo proposito, che impressione ne avevi tu che, negli stessi anni delle uscite discografiche, li hai visti dal vivo pi&ugrave; di una volta?<br \/><\/strong>Ho in effetti assistito a tre loro concerti: 1980, 1981 e 1984. Per&ograve; non &egrave; che ricordi tantissimo, se non l&#39;eccitazione e l&#39;entusiasmo&#8230; insomma, non &egrave; che &quot;vivisezionassi&quot; l&#39;evento, mi bastava viverlo. Per&ograve; ho bene impressi in mente l&#39;elettricit&agrave; che c&#39;era nell&#39;aria e il dinamismo dei musicisti, che assieme &#8211; mi riferisco alle date di Bologna e Firenze, a Roma Jones non c&#39;era gi&agrave; pi&ugrave; &#8211; costituivano una poderosa, eccezionale macchina da rock&#39;n&#39;roll. Non erano precisi? Credimi, &egrave; l&#39;ultima cosa alla quale si poteva pensare, con quei quattro sul palco. E poi, onestamente, non mi pare proprio che i loro dischi siano capolavori di &quot;bella forma&quot;: sono ruvidi, piuttosto sporchi, pieni di energia&#8230;<\/p>\n<p><strong>9. Sei stato tra i fortunati ad assistere al primo storico concerto dei Clash in Italia, a Bologna nel 1980. In quell&#39;occasione, pare che Joe Strummer fu dissuaso dall&#39;indossare la t-shirt delle Brigate Rosse, quella che possiamo vedere nel film &quot;Rude Boy&quot;&hellip; come and&ograve; esattamente? Secondo te, nel 1980, quel tipo di simbologia estremista era soltanto una provocazione in stile &quot;punk&quot; (un po&#39; come la svastica dei <a href=\"..\/rockedintorni\/sexpistols.htm\">Sex Pistols<\/a>), oppure rischiava di esser presa pi&ugrave; sul serio, in particolare dalle nostre parti?<\/strong><br \/>Il rischio che fosse presa sul serio c&#39;era, eccome&#8230; adesso determinate questioni sono state storicizzate e vengono quindi recepite in maniera diversa, ma in quegli anni ancora di piombo c&#39;era poco da scherzare. Non che le svastiche di <a href=\"..\/dark\/siouxsiesioux.htm\">Siouxsie<\/a> e di <a href=\"..\/rockedintorni\/sexpistols.htm\">Sid Vicious<\/a> non evocassero orrori anche pi&ugrave; gravi, ma mentre la Seconda Guerra Mondiale era finita trentacinque anni prima, nel 1980 le Br erano ancora un tema di scottante e drammatica attualit&agrave;. Non so di preciso come and&ograve;, non sono stato testimone oculare di nulla, ma se davvero qualcuno convinse Joe Strummer a cambiare T-shirt fece benissimo: lui di sicuro non si rendeva conto di che razza di casino sarebbe accaduto, e per una semplice provocazione &#8211; perch&eacute; di questo si trattava: una cosa &egrave; avere idee di sinistra, un&#39;altra appoggiare la lotta armata &#8211; non ne valeva la pena.<\/p>\n<p><strong>10. Vorrei concludere con una domanda che riguarda, pi&ugrave; che il gruppo, la tua personale esperienza con la loro musica. Cosa hanno rappresentato, per te, i Clash? Come hanno accompagnato la tua carriera e la tua vita in questi tre decenni?<\/strong><br \/>Per la mia carriera sono stati una specie di maledizione: nel 1979 non capii subito la grandezza di &quot;<a href=\"..\/pietremiliari\/clash_london.htm\">London Calling<\/a>&quot; e lo scrissi, nel 1985 recensii positivamente &quot;Cut The Crap&quot; e nel 1988 &#8211; venne fuori &#8211; non so come &#8211; un assurdo errore di cronologia in un articolo retrospettivo per &quot;Rockerilla&quot;. Un incubo. Li ho conosciuti a Firenze, ma ci ho scambiato solo quattro chiacchiere, nulla di ufficiale&#8230; e devo dire che non ne ricavai nemmeno un&#39;impressione positiva: sembravano un po&#39; pieni di s&eacute;, ma magari era solo un effetto collaterale del &quot;bagno di folla&quot; di quella sera. Il rapporto con la loro musica, invece, &egrave; stato molto pi&ugrave; liscio, anche se &#8211; a parte la presenza ai concerti dei quali si &egrave; detto prima &#8211; non c&#39;&egrave; nulla di personale che mi leghi al gruppo: per me in quanto ascoltatore e appassionato, in quegli anni, sono stati ben pi&ugrave; importanti i <a href=\"..\/rockedintorni\/ramones.htm\">Ramones<\/a>, i <a href=\"..\/popmuzik\/devo.htm\">Devo<\/a>, i <a href=\"..\/rockedintorni\/germs.htm\">Germs<\/a>, i <a href=\"..\/pietremiliari\/deadkennedys_fresh.htm\">Dead Kennedys<\/a>. Tuttavia riascolto assai di frequente i loro dischi, specie &quot;The Clash&quot; &#8211; oltre ai 45 giri che gli fecero da corollario &#8211; e &quot;London Calling&quot;, pi&ugrave; gli altri loro pezzi di orientamento reggae. Nel 1982 mi sono poi trovato ad avere una relazione conflittuale con &quot;Combat Rock&quot;, che li innalz&ograve; definitivamente al ruolo di star: lo ritenevo &ldquo;paraculo&rdquo; e in fondo non sono poi cos&igrave; sicuro di avere cambiato idea, anche se rimane un album straordinario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federico Guglielmi, una delle voci pi&ugrave; autorevoli in ambito punk, risponde a dieci domande sui Clash<\/p>\n","protected":false},"author":153,"featured_media":56110,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-52457","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-speciali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/users\/153"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52457"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":56109,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52457\/revisions\/56109"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56110"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}