{"id":52461,"date":"2026-04-02T15:40:27","date_gmt":"2026-04-02T13:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/speciali\/edizionilimitate\/"},"modified":"2026-04-02T15:40:27","modified_gmt":"2026-04-02T13:40:27","slug":"edizionilimitate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wave.digitrend.it\/ondarock\/speciali\/edizionilimitate\/","title":{"rendered":"Edizioni Limitate vol.1"},"content":{"rendered":"<p>Cd e vinili in edizioni limitatissime, cd-r homemade, cd-r &ldquo;ufficiali&rdquo;, cassettine ed mp-3 album. Questi sono i formati in cui ci si imbatte sempre pi&ugrave; frequentemente, soprattutto o quasi esclusivamente nell&rsquo;ambito delle musiche di nicchia, dove con ci&ograve; &egrave; da intendersi quel vasto e stratificato universo avulso dai consueti processi di produzione\/distribuzione. Nessuna filiera (o quasi) quindi, pochi attori coinvolti nello scambio, che spesso si riduce all&rsquo;osso, fino all&rsquo;interessare punto-punto produttore e fruitore.<\/p>\n<p>Non una novit&agrave; assoluta in realt&agrave;, anzi, la generazione industriale aveva gi&agrave; sperimentato sistematicamente nuovi formati e soprattutto nuoce metodologie di distribuzione, o quantomeno ne aveva contestualizzato l&rsquo;utilizzo all&rsquo;interno di un discorso concettuale che atteneva presupposti ben precisi, riguardanti lo scardinamento dei meccanismi commerciali in essere. Meccanismi commerciali messi duramente alla prova dal file sharing, che ha estremizzato quella condizione, portando alla disintegrazione materiale dell&rsquo;opera, oramai denudata da quelle componenti costitutive che ne inducevano una fruizione sinestesica<\/p>\n<p>Come giudicare allora queste edizioni limitate? Queste in particolare, concepite in fase di internet addiction intendiamo. Elemento ultimo ed irreversibile della &ldquo;rivoluzione&rdquo;, ovvero corpi massimamente alieni da qualsivoglia meccanismo commerciale, o al contrario primo avamposto della reazione, e quindi strumento di creazione di un rinnovato spazio di scambio economico, in cui a farla da padrone sar&agrave; un collezionismo apocrifo prossimo venturo, con annesso mercato di ristampe e riedizioni varie? Lo scenario, ancora troppo complesso altres&igrave; nebuloso, poco si presta ad essere delineato precisamente, d&rsquo;altro canto non &egrave; compito del pezzo che state leggendo. In questa sede ci occupiamo invece di analizzare alcune release a tiratura limitata, ultralimitata o anche da acquistare alla fonte, che hanno particolarmente impressionato; alcune di nuovo disponibili presso qualche mailorder, altre ancora in attesa di adeguata attenzione. Senza girarci troppo attorno, sono le musiche che oggi definiamo weird quelle maggiormente interessate dai processi sopra descritti. Pur muovendoci in quei territori, si &egrave; per&ograve; deciso di propendere per lavori che s&rsquo;affrancassero quanto pi&ugrave; possibile dal suono-cianfrusaglia caratteristico della weird music (sia esso noise, free folk, impro, etc), al fine di privilegiare una sorta di compiutezza compositiva (pi&ugrave; o meno&hellip;). Lavori in cui emerga un minimo d&rsquo;inventiva, che colpiscano nonostante manchi una preventiva predisposizione ad un certo tipo d&rsquo;ascolto. Nessuna pretesa di esaustivit&agrave;, solo una manciata di spunti per questa prima met&agrave; di 2007.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Big Blood<\/strong> &#8211; &ldquo;Big Blood&rdquo;, &ldquo;Strange Maine&rdquo;, &ldquo;Space Gallery&rdquo;, &ldquo;Sew Your Wild Days Volumes 1 and 2&rdquo;<em> (Cd-r, North East Indie e Time Lag, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Big Blood &egrave; il progetto free psych folk dei coniugi Caleb Mulkerin and Colleen Kinsella di Cerberus Shoal, messo in piedi mentre il gruppo maggiore permane in sabbatica attesa.<br \/>Magici, stupefacenti, assolutamente ipnotici, Big Blood producono performance dal fascino atemporale, dal gusto vagamente pop, mentre il suono, come un nastro di Moebius oscilla tra situazioni di stasi trascendente e momenti appena pi&ugrave; movimentati. Incombe nel complesso un&rsquo;atmosfera allucinogena che rende straniante anche quei piccoli rimandi a tradizioni folkloristiche extra-americane. Tutto nel rispetto di memorie rurali, in una strumentazione, che prevede banjo, chitarra, armonica, percussioni e poco altro.<br \/>Ad oggi dovrebbero (ma il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo) essere disponibili almeno 4 registrazioni in cd-r di concerti tenuti tra fine 2006 e inizio 2007 durante una sorta di tour itinerante non di rado in compagnia di spiriti affini quali Arborea e Marissa Nadler: I titoli: &ldquo;Big Blood&rdquo;, &ldquo;Strange Maine&rdquo;, &ldquo;Space Gallery&rdquo; e &ldquo;Sew Your Wild Days Volumes 1 and 2&rdquo;. Gli artwork, disegnati a mano, sono ideati e curati direttamente dalla Kinsella.<br \/>Come trovare i dischi? Inizialmente reperibili esclusivamente ai concerti, si possono ora richiedere direttamente alla coppia (<a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/bigblood24\" target=\"_blank\">www.myspace.com\/bigblood24<\/a>), oppure rivolgendosi a Time Lag Records <a href=\"http:\/\/www.time-lagrecords.com\/\" target=\"_blank\">(http:\/\/www.time-lagrecords.com\/<\/a>) o North East Indie (<a href=\"http:\/\/www.northeastindie.com\/bigblood.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.northeastindie.com\/bigblood.htm<\/a>), che hanno iniziato a curarne un minimo di distribuzione<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Bottled Smoke<\/strong> &#8211; <em>(Cd-r, 10&deg; copie per ciascun disco, Digitalis Industries, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Interessante iniziativa di Digitalies Industries che ha rilasciato una serie di cd-r a tiratura limitatatissima, 10 copie, per sostenere il <a href=\"http:\/\/www.echocurio.com\/Exhibit-BottlingSmoke.html\" target=\"_blank\">Digitalis &quot;Bottling Smoke&quot;<\/a> festival, tenutosi a Los Angeles tra il 25 e il 27 maggio. Tra gli artisti coinvolti, Brothers Of The Occult Sisterhood, Tarentel, (VxPxC), Seht, Alligator Crystal Moth, Thousands. Incuriosiscono soprattutto i lavori di Clayton Noone, a nome Cja e Futurians. In Cja, Nooney si diverte a condurre il verbo Dead C nelle lande dell&rsquo;inascoltabilit&agrave;, destrutturando il gi&agrave; destrutturato, in aggiunta alla stretta osservanza del pi&ugrave; ottuso lo-fi style. Futurians vorrebbe essere post punk, a suo modo lo &egrave;, non foss&rsquo;altro che l&rsquo;acido solforico difficilmente passa per musica. Come al solito ineccepibile il free folk oscuro dei Brothers Of The Occult Sisterhood. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Ettrick<\/strong> &#8211; &ldquo;Sudden Arrhythmic Death vol. 2&rdquo; <em>(Cd-r, 100 copie, Not Fun Fun, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Sax tenore sax alto e doppia batteria nella mani di <a href=\"http:\/\/heule.us\/bio.html\" target=\"_blank\">Jacob Felix Heule<\/a> e Jay Korber tramutano il free jazz di Borbetomagus e dei primissimi Flying Luttenbachers, quelli Zorniani e poco noise di Constructive Destruction, in qualcosa di catartico. Suoni potenti ma fluidi, che malgrado le indiscutibili, riscontrabili, influenze, vestono abiti di una certa riconoscibilit&agrave;. Quasi nulle le derive grind, nonostante da qualche parte si legga il contrario, se si esclude una percussivit&agrave; abbastanza pronunciata che va a parare dalle parti di Chris Corsano e Brian Chippendale.<br \/>Il suono gioca soprattutto sull&rsquo;intreccio infernale dei sax, che in verit&agrave; costruiscono trame si dure ma mai cervellotiche, tanto che a guadagnarne &egrave; una certa scorrevolezza.<br \/>Provenienti da San Francisco, gli Ettrick mostrano appieno le proprie potenzialit&agrave; soprattutto dal vivo, e Sudden Arrhythmic Death vol. 2, fa il punto della situazione raccogliendo una performance tenuta in quel di Pasadena. Edito in sole 100 copie, provate comunque a farvi un giro dalle parti di Not Fun Fun, e chiss&agrave; che non ne sia disponibile ancora qualcuna. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Fantastic Ego<\/strong> &#8211; &ldquo;Trips The Light&rdquo; <em>(Cd-r, 90 copie, Panthom Limb, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Ged Gengras di Antique Brothers si nasconde dietro il moniker Fantastic Ego, per una delle uscite pi&ugrave; intriganti di questa prima met&agrave; 2007. Non mancando un pizzico di sana attitudine rielaborativa, ma senza scopiazzare, il nostro trasfigura in un suono ancor pi&ugrave; rarefatto bench&egrave; chitarristicamente prominente, il folk apocalittico di Current 93 e le visioni acide si di Six Organs Of Admittance. Anche qui un&rsquo;impostazione di fondo fondamentalmente pop-wave ne facilita una rapida metabolizzazione, nonostante un paio di brani tendano onanisticamente al cazzeggio psichedelico.<br \/>Insomma, per darvi un referente quanto pi&ugrave; possibile diretto, diremmo dei (VxPxC) spogliati da orpelli cosmici, oppure alcuni gruppi di Beta Lactam Ring, vista la peculiare fusione tra propensioni freakedeliche e memorie dark, per un retroterra d&rsquo;ascolti che parla da solo tra i gi&agrave; citati Current 93, Coil. Comus, Groundhogs, oltre gli immancabili Pearls Before Swine. Uscito su Panthom Limb in sole 90 copie, il cd-r merita attenzione, e considerate le premesse, nonch&egrave; la giovane et&agrave;, non possiamo che augurare al buon Ged un futuro artistico ancor pi&ugrave; rilevante, magari fuori dalla nicchia. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Grouper<\/strong> &#8211; &ldquo;Cover The Windows And The Walls&rdquo; <em>(Vinile, 300 copie, Root Strata, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Al cospetto di altri artisti qui trattati, Liz Harris &egrave; quasi una superstar. A dimostrarlo le lodi intessute dalla critica underground di mezzo mondo, non contando il sovrappi&ugrave; di visibilit&agrave; acquisito grazie allo split con Xiu Xiu dell&rsquo;anno scorso. Veramente poco da dire in questo caso, se non che &ldquo;Cover The Windows And The Walls&rdquo; induce un&rsquo;epifania di commoventi sensazioni. come lo scorrere lento di un fiume, il volo sinuoso di uno stormo di rondini, un salice piangente che agita flessuosamente le proprie membra allo spirare del vento. Setti pezzi di trance post Velvet Underground\/My Bloody Valentine, a raggiungere vette mai neanche immaginate da molti dei tanti progetti drone oriented di questi ultimi tempi, la dove Doldrums, Low, Dissolve, Windy &amp; Carl, Flying Saucer Attack e pochi altri danno del tu all&rsquo;universo.<br \/>Uscito in vinile su Root Strata solo per 300 fortunati, non dovrebbe tardare una qualche ristampa considerata la statura del personaggio. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Natural Snow Buildings<\/strong> &#8211; &ldquo;The dance Of The Moon And The Sun&rdquo; <em>(Cd-r, 20 copie, self released, 2006)<\/p>\n<p><\/em>Anche se ci risulta uscito a met&agrave; 2006, non possiamo non segnalare questo grande, grandissimo disco, passato quasi inosservato vista la criminosa tiratura carbonara. Anzi, parlando di un Cd-r self releasd ci pare addirittura ridicolo parlare di tiratura. Comunque sia Natural Snow Buildings &egrave; un misterioso duo francese, che sembra abbia gi&agrave; prodotto altra musica prima di questo piccolo grande gioiello.<br \/>&ldquo;The Dance Of The Moon And The Sun&rdquo;, doppio mastodonte di quasi 160 minuti sviscera quanto di meglio la weird music abbia espresso in questi ultimi anni. Folk letargico recitato da una voce ammaliante, un po&rsquo; come i primi Espers, ma anche elettronica in salsa post rock virata A Silver Mount Zion. E poi echi, atmosfere sognanti, slanci ambient, pause e melodie annegate in profonde pozze di liquame psichedelico, vanno a forgiare un suono mai pesante o autoreferenziale. Speriamo solo che qualche etichetta di buona volont&agrave; si accorga presto di loro, cos&igrave; da rendere disponibile quest&rsquo;album bellissimo e intenso, certamente irrinunciabile per gli appassionati di certune sonorit&agrave;, ma dal respiro talmente ampio&nbsp;da poter conquistare chiunque. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>TwinSisterMoon<\/strong> &#8211; &ldquo;When Stars Glide Through Solid&rdquo; <em>(Cd-r, 30 copie, self released, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Continua la favola in TwinSisterMoon, progetto solista di Mehdi Ameziane, voce&nbsp;maschile dei Natural Snow Buildings per l&rsquo;appunto. Non variano granch&egrave; gli ingredienti qualitativamente parlando, tuttavia sicuramente miscelati in proporzioni differenti. Ne esce ancora un grandissimo disco di musica sognante, qui principalmente folk oriented, ma dalle marcate venature melodiche. Non siamo lontanissimi dal suono dei Big Blood, come pure Fursaxa &egrave; l&rsquo;immancabile Vashti Bunyan tra le influenze. Il mood triste se non scuro a tratti, &egrave; ben veicolato da una manciata di composizioni davvero notevoli tra cui gli oltre dieci minuti di Vampire of Suburbia, che parte come una qualsiasi canzoncina folk pop per poi evolvere in un ipnotico raga indianeggiante, o ancora &ldquo;When Stars Glide Through Solid &ldquo;, a lambire la moderna space music di Loscil<br \/>Anche in questo caso parliamo di cd.r autoprodotto in una trentina di copie, per cui, in speranzosa attesa di ristampe, non resta che rivolgersi alla rete. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Riftmusic <\/strong>&#8211; &ldquo;St&rdquo; <em>(Cd-r, <a href=\"http:\/\/www.sustain-release.co.uk\/\" target=\"_blank\">Sustain Release<\/a>, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Per Richard Skelton l&rsquo;arte deve essere questione di rinascita. Spronato dalla morte della moglie Louise avvenuta tragicamente nel 2004, il chitarrista britannico ha dato vita ad una serie di creature dalle denominazioni multiformi (A Broken Consort, Carousell, Harlassen), ma dall&rsquo;obiettivo comune: emozionare. Entrare in corrispondenza di amorosi sensi con questa musica significa un po&rsquo; condividere le pene di cui &egrave; espressione, come gioire delle lenta catarsi laddove la trascendenza del suono sovrasta l&rsquo;angoscia dei dolori terreni. Rifmusic soddisfa appieno le aspettative che ogni disco di Skelton, nel suo piccolo, sa suscitare. Una sola traccia di 20 minuti, tra drone e minimalismo, a far rivivere Il Teatro Della Musica Eterna, quando poche, pochissime note sono bastanti ad stimolare una variet&agrave; di stati d&rsquo;animo, che si avvicendano continuamente senza alcun controllo. Nel giro dell&rsquo;avant music, pochi come Skelton sanno aprire l&rsquo;intelletto alle istanze dei sentimenti, in questo caso forse troppo straripanti per essere ingabbiati.<br \/>Potete richiedere il cd.r direttamente alla Sustain Release, e fatelo perch&eacute; ne vale davvero la pena.. <\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>Total Life<\/strong> &#8211; &ldquo;St&rdquo; <em>(Vinile, 500 copie, Animal Disguise, 2007)<\/p>\n<p><\/em>Uscito originariamente su cassetta nel 2005 viene ora ristampato in vinile, per una tiratura complessiva di sole 500 copuie, &ldquo;Total Life&rdquo;, progetto\/lavoro solista di Kevin Doria , l&rsquo;altra met&agrave; dei Growing. Insomma, senza stare a sproloquiare pi&ugrave; di tanto, sappiate che pur non discostandosi troppo dallo stile del gruppo principale, Total Life rende discretamente la capacit&agrave; ipnotica della drone music, quando sia concepita con un certo criterio. Due pezzi, di quasi 15 minuti il primo, di 20 il secondo, dove non v&rsquo;&egrave; sensazionalismo fine a se stesso, quanto semplicit&agrave; di fruizione stimolata da elementi chiaramente intelligibili; ovvero linee melodiche a guidare l&rsquo;ascolto sotto una coltre di disturbante di distorsioni stratificate che avanzano dinamicamente. Su Animal disguise la nuova edizione. <\/p>\n<p><strong>X.O.4<\/strong> &ndash; &ldquo;Cataracts&rdquo; (<em>Vinile, 500 copie, Ecstatic Peace, 2007)<\/em><\/p>\n<p>Questo trio del Massachusetts formato da Bill Nace (gi&agrave; in Vampire Belt con Chris Corsano), John Truscinski e Jake Meginsky dimostra di avere buona dimestichezza con l&rsquo;improvvisazione, non cedendo altres&igrave; alla tentazione di utilizzare scarti sonori assemblati alla meno peggio, rischio ben presente al cospetto di musiche di questo tipo. Nessun trucco del mestiere quindi, nessuna banalit&agrave; collagistica, piuttosto composizioni -due per la precisione- che conservano un&rsquo;ammirevole coerenza interna per l&rsquo;intera durata. Nella prima, sfumature metalliche &egrave; sfuriate percussive arricchiscono un drone che si trascina per 19 minuti, mentre la seconda assume tonalit&agrave; maggiormente meditative con incursioni nella dark ambient di Organum.<br \/>Un disco ricco di spunti che potrebbe piacere soprattutto ai fan di Peeesseye. <\/p>\n<p><\/p>\n<p>Chi desideri avere una visione completa su determinati generi non pu&ograve; prescindere dal seguire, per quanto possibile, questi, seppur minuscoli, fenomeni. Possedere o meno il supporto rimane questione di primaria importanza, d&rsquo;altronde non v&rsquo;&egrave; neanche da discutere sull&rsquo;alternativa preferibile. Ma tra il godere di un disco reperito in rete e il non goderne affatto, perch&eacute; sprovvisti dell&rsquo;edizione originale andata subitaneamente esaurita, resta, a mio parere, da prediligere la prima ipotesi. Cosa non proprio lapalissiana, almeno a sentire diversi &ldquo;eminenti scienziati dei nuovi media&rdquo; che decantano la morte della musica. Baudrillard &egrave; morto, e a noi piace cazzeggiare.<\/p>\n<p>Boutade: tra le tante simpatiche conseguenze, l&rsquo;ironia beffarda dei futuri appassionati, che entro qualche anno pontificheranno sulla ristampa di un ipotetico capolavoro dimenticato o miopemente ignorato. E in epoca di file sharing galoppante, l&rsquo;abnorme quantit&agrave; di musica prodotta come, in proporzione, il poco tempo da dedicare ad un ascolto attento, saranno, probabilmente, giustificazioni poco plausibili, a meno che non si vada sbandierando un&rsquo;ipo(crita)tetica purezza -da &lsquo;voglio il disco originale perch&eacute; al contrario degli altri sono un vero amante della musica&rsquo;- che mai come in questo momento avrebbe il sapore di un integralismo sterile oltremisura.<\/p>\n<p>(06-2007)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cd e vinili in edizioni limitatissime, cd-r homemade, cd-r &ldquo;ufficiali&rdquo;, cassettine ed mp-3 album. Questi sono i formati in cui ci si imbatte sempre pi&ugrave; frequentemente, soprattutto o quasi esclusivamente nell&rsquo;ambito delle musiche di nicchia, dove con ci&ograve; &egrave; da intendersi quel vasto e stratificato universo avulso dai consueti processi di produzione\/distribuzione. 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